Siamo partiti da questo articolo quando è uscita la nuova funzione in Photoshop Beta, oggi vediamo un applicazione su una fotografia di avifauna. La foto di partenza è questa qui sotto sviluppata in ACR e aperta in Photoshop beta, i due gruccioni si allontanano dopo essersi accoppiati, la postura del soggetto superiore il maschio è interessante, voglio provare ad isolarla e trasformarla in una fotografia interessante. vediamo se ci riesco.
La prima cosa da fare è il ritaglio:
Da questa condizione dobbiamo togliere la parte di soggetto inferiore che non ci interessa, prima di tutto lo isoliamo dal soggetto principale per mezzo del timbro clone in questo modo.
Adesso possiamo creare una selezione con lo strumento lazo che comprende tutto il soggetto da rimuovere.
Procediamo con il primo intervento selezionando Riempimento generativo.
Nel campo che appare scrivo remove e clicco su Genera
Photoshop fa il suo lavoro.
Questo è il risultato
Adesso viene la parte più bella
Per facilitare Photoshop tolgo con il pennello Rimuovi oggetto le due punte che escono a sinistra.
Adesso vediamo come il Riempimento generativo risolve la parte di sovrapposizione, con lo strumento lazo creo una selezione che contenga anche le parti circostanti dell’area da sistemare.
Seleziono Riempimento generativo e il campo per le indicazioni sulla correzione lo lascio vuoto e clicco su Genera, la funzione alla fine mi propone sempre tre soluzioni.
123
Per quanto mi riguarda la numero 2 è la più realistica, e scelgo questa, Photoshop ci mette a disposizione la valutazione delle tre opzioni, cliccando sui tre puntini a voi sta decidere se supportare la funzione per migliorarla.
A questo punto ho la parte di ritaglio superiore da riempire e procedo selezionandolo e sempre con la funzione riempimento generativo ricreo la parte mancante.
Il risultato è eccezionale per il tempo che abbiamo impiegato per fare questo lavoro, possiamo finalizzare l’elaborazione per ottenere il risultato finale.
Questa è la fotografia il crop è notevole e la risoluzione finale è 4k qui l’HD.
La quarantena dovuta al Covid-2 mi ha dato un po’ di tempo per scrivere e aggiornare dei file che avevo creato tempo fa sulla Postproduzione, nel tempo ho fatto dei corsi online che hanno aperto le mia conoscenze di post produzione, nel mio portfolio potete trovare le fotografie dei generi a cui mi dedico.
Il mio pensiero è stato scrivere in modo semplice il percorso con cui postproduco le mie fotografia, un errore che si fa quando si affronta la post produzione è non settare le impostazione del programma o farlo male, questo equivale a mettere tutte le bacinelle apposto in camera oscura, non farlo crea problemi e ci farà lavorare male e avere un risultato avvolte sbagliato, perciò partiremo dalle impostazioni del programma di sviluppo e poi di Photoshop.
Impostazioni di Camera Raw e Photoshop(15.3.1)
Con un file aperto in camera raw clikkare sul collegamento sotto la foto si aprirà:
Selezionare Flusso di lavoro
Scegliere lo spazio colore Adobe RGB (1998) lo stesso che dovrete aver inserito nella Macchina fotografica, profondità 16bit/Canale.
Adesso predisponiamo le impostazioni di Camera raw e salviamole come predefinite.
Pannello Base:
Profilo : Adobe Neutro
Bilanciamento del bianco: Come scattato I valori sotto tutti a 0 meno il contrasto posizionarlo a -35.
Pannello Dettagli:
Portare tutti gli slide a 0 meno la nitidezza a 1 e il raggio a 1.0
Pannello Ottica:
Flagare: Attiva correzioni di profilo e rimuovi aberrazione cromatica, controllare che il programma riconosce l’obbiettivo usato selezionando il triangolino se il menu è chiuso
Adesso è il momento di creare il nostro predefinito per la lente che abbiamo, per fare cio dobbiamo aprire il menu Predefiniti clikkando sull’icona
Qui è possibile salvare le impostazioni fino a qui selezionate, dal menù che si pare cliccando sul:
Si apre questa finestra nel campo nome predefinito inserire il nome consiglio di mettere un nome che ricordi la lente riconosciuta al momento dello selezione nel menù Ottica.
E salvarle come impostazione predefinite Camera Raw.
Ogni volta che elaboreremo una foto fatta con questo obbiettivo andiamo in predefiniti e carichiamo il nostro predefinito, cosi come lo abbiamo preparato, partiremo sempre dallo stesso punto di partenza.
Impostazioni Photoshop
Impostiamo la scrivania di lavoro
A sinistra la barra degli srumenti ridotta a una colonna
A destra Area dei pannellipalette
Non mi dilungo molto sul posizionamento dei vari strumenti e finestre, è una questione personale e di abitudine, io ultimamente tento tutto chiuso per avere una visione d’insieme dell’immagine e apro ciò che mi serve al momento. Per facilitare il ritorno alla configurazione che più ci aggrada si può salvare un predefinito della nostra scrivania.
Selezionando Nuova area di lavoro
Dando qui un nome
Preferenze Photoshop
Andare nel menu Modifica> Preferenze> Generali
Impostare ESPORTA, utile per salvare rapidamente le immagini per internet
Scegliere
.JPG Qualità 7%
Chiedi sempre dove esportare
Metadati quello che è piu opportuno
Spazio colore spuntare converti in sRGB
Impostazioni Colore
Sempre dal menu Modifica> impostazioni colore
Impostare come sotto
Adesso abbiamo impostato ACR e Photoshop per come penso sia ottimale per sviluppare ed elaborare le nostre fotografie.
L’ultima versione beta istallabile dalla APP, ci regala una funzione molto interessante, il Riempimento generativo, questa funzione ci permette di risparmiare un sacco di lavoro, nel caso dobbiamo rimuovere oggetti indesiderati.
Un esempio pratico, se abbiamo un posatoio sostenuto da elementi non desiderati che vogliamo rimuovere.
Effettuiamo una selezione della parte da togliere, non serve essere precisi.
A questo punto avviamo Riempimento Generativo, ci verrà chiesto di dare una indicazione di ciò che desideriamo fare, in questo caso scriverò Remove, e poi seleziono genera.
Questo è il risultato
zoom 100%
Nella finestra delle proprietà avrò tre opzioni. per scegliere quale mi soddisfa di più;
1
2
3
Un altro esempio:
qui nel campo dell’indicazione ho scritto estendi il ramo (extend branch)
Sicuramente questa funzione utilizzata con criterio e non per generare cose inesistenti ci semplificherà di molto l’elaborazione delle nostre fotografie.
Con l’ultimo aggiornamento di ACR abbiamo una serie di funzioni molto interessanti specialmente per chi fa fotografia di Avifauna, ACR ha modificato il pannello Dettagli inserendo una nuova funzione: Riduzione del disturbo con intelligenza artificiale.
Premendo Riduzione disturbo si apre questa finestra
Io non ho fatto altro che utilizzarlo con il fattore e le impostazioni di default, utilizzando una foto che sicuramente metteva alla prova la nuova funzione. una fotografia di una cincia Bigia a ISO 25600 questa è la fotografia aperta in ACR con tutti i slide a zero:
Questo è un ritaglio al 100% 3000PX lato lungo, il rumore digitale sia di luminanza che di crominanza è particolarmente presente, dopo aver applicato la nuova riduzione de rumore la situazione è questa:
Prime considerazioni, per chi già usa dei plugin si può dire che non c’è niente di nuovo sotto il sole, direi che devono migliorare sul fronte delle dominanti che vengono inserite specialmente sul piumaggio, ma che sono tutte facilmente gestibili, sicuramente essendo uno strumento che lavora senza inserire nitidezza ha delle ottime potenzialità, non trasforma le fotografia di avifauna in soggetti impagliati. Lo considero ottimo per il fatto che è integrato a ACR e che permette il lavoro in fase di sviluppo subito prima dell’apertura in Photoshop, per lo più è compreso in Photoshop e non necessita di spendere altri soldi per altri plugin. Le prove continuano…
Il capanno flottante è nell’immaginario di un fotografo di uccelli acquatici il massimo della praticità, stare nell’ambiante dei soggetti da riprendere, potersi confondere tra loro, raggiungere punti non raggiungibili nella classica fotografia dalla sponda, o in punti asciutti nella palude, permette di avere tantissime opportunità.
Una delle opportunità che con questo sistema si cercano è sicuramente la fotografia degli Anidi che risultano sempre molto sospettosi per via della forte pressione dovuta alla caccia, infatti se è difficile avvicinarli nei paesi dove ci sono tante zone poco antropizzate è praticamente impossibile in natura avvicinare questi soggetti nelle zone prossime alle città dove da millenni gli umani hanno dato la caccia a questi animali, riuscire ad avvicinarli se non si usano particolari accorgimenti è praticamente impossibile, il capanno flottante non aggiunge opportunità a questo stato di cose.
Il capanno flottante è un sistema che ci permette di provare in qualche modo di fotografare questi soggetti o di avere l’opportunità di riprendere in modo completamente diverso gli uccelli acquatici, proprio perché si sta nel loro elemento.
Quando mi sono interessato a questo sistema ho pensato a come mettere il classico capanno su qualcosa da poter mettere in acqua, è chiaro che uno dei sistemi migliori è costruire un capanno galleggiante posizionarlo in una palude frequentata da Anidi in generale, disporlo in modo tale da avere una luce favorevole, per l’alba rivolto a ovest, per il tramonto rivolto a est, fare in modo che non si venga visti nel momento in cui entriamo, ma questo si può fare soltanto in oasi controllate, o proprietà private dove il disturbo è controllato e azzerato, parliamoci chiaro impossibile da realizzare in natura.
Un capanno flottante di piccole dimensioni da allestire in modo rapido, trasportabile in auto è sicuramente una via obbligata, si ha la praticità di utilizzarlo in più posti ci permette di raggiungere sia il posto migliore per la luce, ma anche quello dove pensiamo di fotografare i soggetti.
La sua costruzione o più facile il suo acquisto è soltanto frutto della disponibilità economica, si trovano tantissimi spunti in rete per costruirsi il proprio capanno flottante, sia con strutture rigide, che con strutture gonfiabili, non c’è che l’imbarazzo della scelta e la fantasia del fai date, per quanto mi riguarda ho scelto una struttura fissa rigida che mi permette di non avere rischi di forature. Al capanno vanno affiancati dei waders o una drysuit, questi due ci permetto di stare in acqua per ore e rimanere all’asciutto, il capanno flottante può essere utilizzato dalla riva più bassa fino a dove tocchiamo, nell’utilizzo è molto difficile spostarsi a nuoto dove non si tocca, utilizzarlo dove non abbiamo un po’ di margine di controllo nei fondi fangosi, è molto pratico per uscire da un punto dove si affonda proprio appoggiandosi per sollevarsi.
Nell’utilizzo pratico è importante entrare in acqua da un punto nascosto cercando di non disturbare l’avifauna, la migliore condizione è muoversi in ambienti dove c’è presenza di anfratti cercando di muovere meno acqua possibile e ridurre al massimo il rumore, muoversi a lentamente, cercando di raggiungere il punto desiderato molto prima del momento in cui la luce è idonea alla fotografia.
Come cosa da non fare è inseguire i soggetti, scapperanno portando via con loro tutti gli altri messi in allarme, cosi disturbiamo la loro tranquillità, determineremo stress, in poche parole non ci comportiamo con rispetto della natura.
Ricoprire per quanto possibile il capanno di vegetazione presa sul luogo.
La fotografia con questo tipo di appostamento ci permette di avere un angolo di ripresa rispetto al livello dell’acqua che favorisce molto il riflesso, questo è determinato dal fatto che abbiamo l’ottica non particolarmente vicino al livello dell’acqua (10cm e la minima distanza di sicurezza dall’acqua), se un soggetto si avvicina in modo particolare l’inclinazione dell’obbiettivo favorisce il riflesso, se desideriamo avere un angolo di ripresa più parallelo al livello dell’acqua, cioè avere una fotografia che sia più a livello acqua è opportuno utilizzare un moltiplicatore, questo ci permette di scattare una fotografia dello stesso soggetto a una distanza maggiore, di conseguenza l’inclinazione del obbiettivo sarà minore.
La fotografia con il capanno flottante è una fotografia che da i migliori risultati nelle zone della palude molto infrascate, dove i soggetti si sentono al sicuro, in piccole aperture del canneto dove si creano laghetti di medie dimensioni, meglio se c’è una spiaggia che degrada e che permette a qualsiasi tipo di soggetto di frequentarla.
Una ultima nota è relativa al livello dell’acqua, fotografando i limicoli, cioè uccelli che vivono e mangiano in pochi cm di acqua è chiaro che l’importante è avere paludi che nel periodo della migrazione siano con dei livelli che permettano di avere la frequentazione proprio di questi piccoli uccelli, cosa intendo? Questa fotografia è particolarmente redditizia quando in palude si trovano le giuste condizioni, periodo migratorio, livelli dell’acqua adeguati alle specie in transito, condizioni di disturbo umane praticamente nulle o che non impattano con la vita dei soggetti.
Questo tipo di appostamento lo sto usando da pochi mesi, ho iniziato quando ancora l’inverno vedeva le paludi poco frequentate per via della caccia aperta e della mancanza di soggetti, ma adesso che stanno migrando, comincio ad avere i primi incontri, quest’anno nella mia zona ci sono in media condizione di acqua abbastanza alta, ho difronte sicuramente un periodo molto interessante, questa sotto è una fotografia molto interessante, la foto è scattata in una zona molto lontana dalla sponda d’accesso alla palude, all’inizio della primavera, quando i ranuncoli cominciano a fiorire e la vegetazione rivierasca comincia a crescere, sono molto soddisfatto di questa fotografia che ritrae un Cavaliere d’Italia, perfettamente a fuoco in questa condizione.
Questa fotografia qui sotto invece è scattata in una zona della palude nella quale l’acqua bassa e il canneto vicino creano il classico riparo per limicoli, al tramonto quando la luce radente crea queste magiche condizioni il risultato è meraviglioso.
Uno dei principali problemi delle attuali mirrorless è soddisfare la grande necessita di energia per poter usarle al massimo delle loro potenzialità, le attuali batterie permettono un uso ottimale per quasi tutti i generi fotografici, ma nella fotografia naturalistica le cose non sempre sono cosi semplici, infatti l’uso dell’attrezzatura molto spesso ci porta ad un utilizzo che stressa molto lo maccina fotografica proprio la parte alimentazione, avere un sistema che ci garantisce una grande disponibilità di energia è sicuramente la cosa che ci permette sessioni di lunga durata, ci permette di mantenere l’efficienza della nostra attrezzatura al massimo.
Leggendo il manuale della versione firmware 1.6.0 a pagina 878 ci sono delle note relative alla ricarica e all’alimentazione della macchina.
La ricarica via Usb-C puo essere effettuata tramite cavetto da un alimentatore o power bank da 18 Watt, l’interruttore deve stare su OFF.
L’alimentazione invece necessita di più potenza 27W anche questa può essere eseguita da alimentatore o power bank con batteria inserita.
l’uscita Usb-C deve riportare tra le caratteristiche 9V — 3A, che equivalgono a 27W
I miei suggerimenti prima di tutto per le specifiche dell’Usb-C è meglio utilizzare cavi che hanno potenza dichiarate superiori almeno 45 Watt o di più, per far si che venga riconosciuto correttamente meglio usare un cavo Usb-C – Usb-C da collegare a alimentatore o power bank che ha uscita in/out con le caratteristiche di potenza sopra specificate come minimo.
In pratica per la ricarica è buono il 90% degli alimentatori che si trovano in commercio anche Usb-A -Usb-C con potenza 18 Watt (5 volt 3 Ampere)
Per l’uso operativo le cose sono leggermente più complesse, le prove che ho fatto funziona con Usb-C – Usb-C con almeno 27 Watt (9 Volt 3 Ampere), con la macchina alimentata a 27 watt l’indicatore della batteria apparirà all’interno non più bianco ma grigio. il mio suggerimento è di alimentare con almeno 45 watt, meglio se sono 65 i Watt, consideriamo prima di tutto le temperature, se basse con power bank sicuramente l’efficienza si abbassa, poi avere una disponibilità di potenza maggiore sicuramente non inseriremo un collo di bottiglia alle prestazioni di tutta l’attrezzatura.
Attenzione che non basta avere l’alimentatore con le specifiche indicate il cavo deve supportarle, la macchina senza tutte le condizioni soddisfatte non accetterà l’alimentazione dall’esterno.
Un ultima nota: quando alimentiamo la macchina e questa entra in Stby anche se la luce verde non si accende la batteria si ricarica.
Nel tempo le tecniche per ridurre il rumore vedevano un intervento in ACR, veniva chiamato riduzione rumore di Luminanza, nelle ultime versioni questa slide veniva usata quando i valori di rumore erano molto presenti nelle fotografie, diciamo a partire da 6400 ISO, ultimamente in fase di ripresa anche in condizioni estreme cioè prima dell’alba scattando con tempi molto bassi non mi è mai capitato di superare 5000 ISO, solo in un caso mentre riprendevo un Beccaccino che si trovava in ombra completa e per le condizioni di rapidità della fotografia non ho controllato il valore di ISO raggiunto…
Questo è un crop al 100% parliamo di 10000 ISO, nel processo di Sviluppo non sono intervenuto sulla slide di Riduzione disturbo.
Ho continuato il processo di post produzione seguendo il percorso che vi sto per descrivere e il risultato è stato avere una fotografia cosi.
Rumore completamente controllato e gestito, piumaggio morbido.
Dopo aver eseguito lo sviluppo in ACR il file viene aperto in Photoshop, il primo intervento è proprio la riduzione del rumore con il plugin Topaz denoise AI
Si procede in questo modo:
Duplica livello (CTRL+J)
Aprire Topaz Denoise, dal menu Filtro
Questa è l’interfaccia
Di default si mette con valori 15/15 e elabora una Preview che ci fa rendere conto della situazione, da un utilizzo che ne ho fatto nel tempo attivare la funzione auto ci permette di vedere come l’algoritmo legge la foto, cioè quanto rumore è presente e quanta nitidezza manca, nel nostro caso, le ultime versioni di Topaz denoise AI hanno molte più possibilità di scelta, è sempre bene partire dalla configurazione automatica ma poi meglio verificare ogni possibilità che il plugin mette a disposizione.
Questa fotografia è stata scattata a ISO 1250, perciò non servirà un grande intervento per rimuovere il rumore. Come nitidezza penso che l’algoritmo lavori per darci una foto finita, non va bene perché inserisce una componete di bianco (le piume sbrilluccicano) che non ci permette di lavorare in modo ottimale per raggiungere quella morbidezza del piumaggio che è bellissima in queste creature.
Perciò normalmente dimezzo il valore che con la funzione auto il programma sceglie in questo caso 20. Dopo l’elaborazione un indicazione di rimozione corretta del rumore è la pulizia dell’occhio, può essere necessario aumentare il reduce noise, fare attenzione a non perdere i dettagli del piumaggio.
Unico livello (CTRL+E)
Considerazioni questo plug-in può essere usato nel processo di elaborazione più volte, unica pecca è necessario fare molta attenzione alla nitidezza che inserisce anche mettendo il valore di sharpness a zero, in alcune zone della foto non lavora in modo ottimale perciò è necessario fare sempre molta attenzione e fare un controllo delle parti nitide con la fotografia a risoluzione 100%, purtroppo alcune foto si crea un difetto molto fastidioso sul piumaggio
Sembra come se ci fosse aberrazione cromatica sulle piume, i bordi risultano verdi. E’ qui sempre necessario intervenire e controllare che il plugin non rovini la fotografia.
Marco Venanzi
Integro questo articolo con la nuova funzione di Adobe Camera Raw (15.3.1)
ACR
Potete leggere come rimuovere il rumore in ACR con la nuova versione qui.
Il modo migliore per analizzare una fotografia è rispondere ad alcune domande che mi sono sempre posto.
Cos’è una fotografia?
Prima di tutto penso sia il caso di analizzare in modo basico il significato di fotografia, è la rappresentazione su carta o a schermo di un momento, questo perciò può avere vari connotati, il primo è sicuramente il più importante l’emotività, la seconda curiosità, il terzo documento.
Quali sono le componenti che devono essere prese in considerazione in una fotografia?
In una fotografia le componenti che vanno analizzate sono svariate, ma prima di tutto penso sia importante che lo scopo per cui è proposta la fotografia centri le intenzioni del fotografo, questo significa che lo spettatore riesca a cogliere il messaggio che il fotografo si è preposto. Faccio degli esempi pratici se desideriamo proporre una fotografia che rappresenta un momento particolare della vita di un animale, che lo caratterizza, è necessario per forza di cose fare in modo che questo momenti sia ripreso nel modo da metterne in evidenza la forza emotiva. Questo ci costringe ad avere un grande senso critico a riguardo della fotografia, scartando tutte quelle che magari non sono emotivamente piene del messaggio.
Perché è difficile valutare una fotografia naturalistica?
La fotografia naturalistica ha dei connotati ben definiti, prima di tutto rappresenta soggetti non controllabili, questi non rispondono a nostre indicazioni. La fotografia naturalistica è spesso vissuta come fotografia vagante, usciamo di casa alla ricerca di un soggetto casuale. La fotografia naturalistica è difficile per motivi tecnici, vedi l’uso di attrezzature estreme, condizioni di ripresa difficili, soggetti elusivi.
Nella valutazione di una fotografia naturalistica è necessario conoscere il soggetto ripreso, le sue caratteristiche, direi anche comprendere le difficoltà della foto specifica.
Quali sono i fattori che devono essere presi in considerazione nella valutazione di una fotografia naturalistica?
Come avete visto fino ad adesso non ho mai parlato di tecnica e non lo farò ancora, quando viene prodotta una fotografia naturalistica si possono usare vari modi per far sì che il soggetto, il messaggio, l’attimo emotivo, siano al centro dell’attenzione, molti completano questa cosa anche in post produzione inserendo alchimie che non erano nello scatto originale. Ma veniamo alla fotografia:
Per valutare una foto ci sono diverse cose vengono prese in considerazione, queste hanno diverso peso nella valutazione finale della fotografia partiamo da la più importante, Valore Emotivo cioè quanto il soggetto rappresentato tocca lo spettatore. Come secondo punto di forza metterei il Contenuto o Soggetto questo dà a una fotografia un valore intrinseco. Come terzo punto di forza inserirei la Luce i fotografi sanno quanto sia importante avere la luce giusta e l’illuminazione che rende la fotografia gradevole. Come quarto punto di forza metterei la Composizione questa permette di rendere la fotografia magnetica verso il soggetto e il contenuto della fotografia stessa.
Questi sono i quattro fattori creativi che dipendono completamente dal Fotografo, è lui che li sceglie per mezzo dello studio del contesto, del soggetto e liberando la sua creatività in fase di ripresa.
Come quinto punto inserirei la Tecnica, la tecnica potrebbe essere vista come un singolo punto, ma invece io sono del parere che dovrà essere divisa nei fattori che determinano una foto tecnicamente corretta. Quali sono questi fattori, il primo è sicuramente il Fuoco, questo deve cadere nel punto di maggiore interesse della fotografia è responsabilità del fotografo gestire la sua attrezzatura per garantirsi il fuoco nel punto desiderato. Il secondo punto relativo alla tecnica è la corretta Esposizione questa come tutti i fotografi sanno è il frutto dell’equilibrio tempo(T) Diaframma (F) Sensibilità pellicola (ISO) in questo fattore gioca un importante funzione il Diaframma questo ci permette di decidere la profondità di campo del punto di messa a fuoco con relativa quantità di sfocato conseguente. Il diaframma è anche responsabile della nitidezza che avremo nella zona a fuoco, più avremo un diaframma chiuso più avremo una grande profondità di campo maggiore sarà la nitidezza della zona a fuoco.
Considerazione finali (sul supporto e sulla risoluzione della fotografia) e sulla post produzione
Prima di tutto parto dal fatto che una foto va valuta sul suo supporto di riferimento, cosa intendo? una foto creata per la stampa verrà valutata su la stampa, per una foto digitale, la valutazione a monitor, questo dovrà essere calibrato, di grandezza idonea non meno di 21”, le fotografie a monitor cosi potranno essere valutate alla loro risoluzione ed avremo anche la possibilità di verificarne la qualità. La risoluzione determina di valutazione di una foto molto spesso racconta molto della fotografia, oggi le macchine fotografiche hanno grandi risoluzioni e una fotografia ridimensionata più del 70% della risoluzione di ripresa spesso nasconde errori in fase di ripresa in primo luogo sul fuoco, le fotografie sfocate non andrebbero mai proposte. Nell’era dei social molte fotografie vengono visualizzate su tablet, cellulari, questi supporti non permettono di fare valutazioni obbiettive.
La postproduzione è una parte integrante del processo che porta alla foto che viene proposta, non possiamo sapere quanto se non vedendo il file originale, ma che sicuramente non verrà messo a disposizione, questa può essere più o meno invasiva, sicuramente vede la parte di sviluppo e ritaglio che è accettato anche nei concorsi, meno la rimozione di elementi di disturbo o la sostituzione di parti, per il colore molte vengono elaborate per far sì che attraggano l’osservatore. Molti inseriscono sfocature, illuminazioni creative sfocati improbabili, certamente tutte queste cose non sono riconoscibili ad un occhio inesperto e sicuramente inseriscono un effetto wow, penso che non si debba criticare il fotografo che le propone, ma che possiamo dare loro il posto che gli spetta le inseriremo nelle categorie Fine Art, o nella Grafica, se non addirittura nei fotomontaggi.
Concludo queste considerazioni da Covid Positivo, prima di tutto una fotografia deve essere a fuoco, correttamente esposta, una risoluzione di almeno 4k, essere scattata negli orari che permettono di avere la luce migliore, o avere una luce controllata, la composizione scelta dal fotografo deve renderla gradevole e mettere lo spettatore nella condizione di comprendere la scena e il soggetto, rappresentare lo stesso soggetto in modo da dargli la giusta considerazione e di poterlo apprezzare per le sue qualità o per le sue caratteristiche.
Il contrasto nello sviluppo delle fotografie in ACR (Adobe Camera raw) lo gestisco partendo da – 35, cerco di uscire da ACR con un file molto neutro così da intervenire sul rumore in modo da non avere problemi sui bianchi e sui neri, questo fa sì che nel processo di elaborazione in Photoshop è necessario inserire dei passaggi che ripristinano e gestiscono il contrasto nella nostra fotografia, perciò vediamo come procedo.
La prima cosa da decidere è quando, io preferisco controllare il contrasto dopo aver restituito alla fotografia il colore, questo significa che intervengo sul contrasto senza toccare la saturazione dei vari colori.
Il primo metodo è lavorando sulla regolazione Valori tonali questo significa che siamo in LAB che avremo questa situazione
lavoreremo sul canale della luminosità, e regoleremo i due triangolini del bianco e del nero, come vedete non ci sono informazioni da zero ad un certo valore per tutti e due i triangoli spostandoli stringendoli avremo un aumento del contrasto che va regolato secondo il nostro gusto, impostante e non andare oltre l’inizio delle informazioni, questa immagine è senza illuminazione diretta perciò di prese ha scarso contrasto, l’ho scelta per questo perché sarà più difficile scegliere il giusto valore.
Stringendo i triangolini vedi come cambia l’istogramma gli estremi dello stesso arrivano piu vicino ai valori 0 e 255 questo significa che abbiamo informazioni su tutta la scala della luminosità.
ecco la differenza:
PrimaDopo
Un altro metodo che uso sempre con il profilo Colore LAB nel canale luminosità, è con livello di Regolazione Curve dove lavoreremo sempre sulla luminosità. Questa è la situazione nel pannello livelli.
Nella finestra proprietà
Lavoreremo selezionando i triangoli bianco e nero, dobbiamo considerare che la scala è composta da valori da 0 a 100 perciò lavoreremo con più accortezza il valore 7 è un ottimo punto di partenza.
Come vedete nel campo predefinito si possono creare dei preset personali cosi da risparmiare tempo con valori che ci risultano più usati.
A questo punto avremo una foto con maggiore contrasto, ma non sempre quest’ultimo si applica senza creare problemi, un problema tipico del contrasto sul piumaggio degli uccelli chiari è far perdere morbidezza rendendo il bianco troppo forte, per questo useremo una funzione molto interessante dei livelli che si apre facendo click destro sul livello interessano nel nostro caso questo della luminosità modificata in LAB e scegliendo Opzioni di fusione
Si aprirà una finestra molto interessante.
Noi useremo una sola funzione delle tante disponibile chiamata Fondi se:
Non mi dilungo nella spiegazione di questa finestra e della funzione ma, spigherò il concetto di utilizzo, avendo contrastato l’immagine, ma vogliamo salvaguardare i bianchi, questa funzione ci permette di sfumare l’intervento sulla parte luminosa in modo graduale cerando una mascheratura della regolazione, agiremo su:
Tenendo premuto il tasto ALT (su Windows) il triangolo di divide e lo sposteremo verso sinistra
Guardando la foto avremo in anteprima l’effetto che riporterà nelle zone bianche l’originale prima della regolazione che è presente nei livelli sottostanti, facciamo OK
Nota questa mascheratura può essere fatta anche sui neri quando ci sono delle condizioni che li chiudono troppo con l’applicazione delle curva luminosità in LAB.
Ultimato il lavoro convertiremo il profilo in RGB.
Google Nik Collection
Il filtro è Filtro inserito nel plug-in gratuito che è reperibile on line la Google Nik collection.
Per poterlo usare in Photoshop 2021 è necessario duplicare il livello di sfondo e trasformarlo in oggetto avanzato, poi aprire dal menu filtro il plug-in Color Efex pro 4 e scegliere tra i filtri disponibili la finestra si presenta così.
I controlli del filtro appariranno cosi
Il plug-in ha delle slide che sono intuitive
Correggi dominante cromatica lo dice la parola stessa toglie la dominante
Correggi contrasto e da toccare con cautela che fa disastri
Contrasto dinamico regola il valore del contrasto
Il mio modo di procedere o meglio la filosofia da mettere in campo e impostare un contrasto che rispecchi la condizione di scatto perciò:
Imposto un valore per il Contrasto dinamico intorno a 15 per poi poter valutare l’intervento delle altre slide poi con correggi dominante mi sposto, la nostra foto è già stata corretta ma intervenire conferma il lavoro fatto, anche con questa vado a 15. Con correggi contrasto mi fermo a 10. Intervengo su Ombre e Alte luci, Ombre 50%, Alte luci 20%. Queste due ultime slide funzionano come il fondi se che abbiamo visto nel contrasto in LAB nella curva di luminosità
PrimaDopo
Siamo arrivati a questa condizione, il lavoro nella NIK è finito faccio ok
Questa è la finestra dei livelli
Sembrerà una fissazione ma controllo ancora le dominanti Blu e Ciano perciò seleziono la regolazione tonalità e saturazione, click sulla manina e seleziono con il attivato il campionatore la parte dove era presente il Blu e Magenta e porto la slide al 100% positivo per vedere se esce il Blu o il Magenta risultato, è necessario intervenire
Il Blu -20 il Magenta -15
Il pannello livelli mostra la maschera per evidenziare dove ho pennellato.
Il risultato, il controllo delle dominanti è sempre necessario, sempre
Controllo finale del contrasto prima della pubblicazione
Prima di salvare l’immagine faccio sempre una verifica del contrasto con la regolazione valori tonali in Luminosità
Dalla finestra proprietà della regolazione facciamo l’intervento
Spostiamo i triangolini nero e bianco tenendo premuto il tasto ALT fintanto che non vediamo comparire il punto di bianco e di nero relativo, questo ci indica qual è il pixel bianco e nero della nostra immagine, in questo modo avremo una immagine che non contiene a sinistra e a destra zone senza dettagli.
BiancoNeroPrimaDopo
Concludo dicendo una immagine con il giusto contrasto ha quel di più che attrae l’osservatore, anche questo tema ha una sua componente creativa, alcuni lo usano per avere delle foto che insieme al colore diventano riconducibili ad un autore. Scegliere il proprio stile può passare anche per delle caratteristiche di colore e contrasto.
La nitidezza è sicuramente tra il momento nell’elaborazione il fattore che ha più sistemi per raggiungere il risultato desiderato, i metodi sono moltissimi in Photoshop abbiamo la Maschera di Contrasto (MDC) e la Nitidezza Avanzata che possono essere usati ma ce ne sono molti altri, io come primo sistema userò la Nitidezza Avanzata è tra i sistemi più semplici dopo aver impostato Photoshop, nella versione CC 2018 è stato integrato con delle impostazioni relative alle Luci e le Ombre. Poi vedremo la nitidezza che usa il canale Luminosità del metodo Colore LAB anche questa molto indicata perché non intacca la parte colore della nostra immagine, per questi sistemi consiglio di crearsi della azioni per velocizzare l’applicazione con vari valori del fattore 20,30,40 e cosi via da non dover eseguire tutta l’elaborazione ogni volta. Ultimo strumento che sto utilizzando è Double USM 2 inserito in Photoshop tre le CC Extensions.
Nitidezza Avanzata:
Prima di tutto duplica il livello CTRL+J cambiare il metodo di fusione in Scurisci
Filtro > Nitidezza > Nitidezza Avanzata
Il pannello che si apre sarà questo
Cliccare sulla freccetta di ombre e luci…
Copiare i valori che vedi impostati
Ombre:
Fattore dissolvenza 0%
Ampiezza totale 50%
Raggio 1px
Luci:
Fattore dissolvenza 30%
Ampiezza totale 50%
Raggio 4px
Cliccare sulla freccetta ombre e luci non andranno più modificati questi valori
Passiamo all’applicazione della nitidezza, il metodo di fusione scurisci è usato perché nel dare la nitidezza spesso si sbaglia creando nei sbrilluccicamenti anomali nelle zone in luce piena del piumaggio, in natura nessuna piuma brilla può essere l’effetto del sole ma va controllato nell’applicazione della nitidezza.
Per questo inseriremo un valore che non cambierà relativo al Riduci disturbo: 3%
Elimina: sfocatura con obbiettivo
Invece parliamo degli altri due che sono quelli che determineranno l’effetto
Fattore: quantitativo di nitidezza
Raggio: come verrà applicata
Il fattore direi che più che percentuale è un valore assoluto più dai più vedrei l’effetto.
Il Raggio permette di lavorare sui dettagli dell’immagine, se abbiamo un uccellino con piume fini e molto ravvicinate per separarle e applicare la nitidezza ad ognuna dovremo dare un raggio piccolo 0,3px se invece i dettaglio sono su bordi separati daremo un raggio più grande 0,5px.
In pratica:
Portare l’immagine al 100% spostare il pannello sul lato dove non dà fastidio
In questa immagine fattore 150% raggio 0,3px
Guardare l’effetto sull’immagine dare il tempo di elaborare al pc e con anteprima vedere il prima e il dopo (nel riquadro anteprima del pannello non viene considerato il metodo di fusione). Attendere l’elaborazione.
Per il fattore non supererei 300% come valore.
CTRL+E
Nitidezza LAB:
Duplichiamo il livello (CTRL+J)
Poi Immagine> Metodo> Colore LAB
Photoshop chiede se si vogliono unire i Livelli, scegli Non Unire
Andare nella Palette Canali e selezionare Luminosità
Adesso fai Filtro> Nitidezza> Nitidezza avanzata….
I valori da usare sono già impostati, unico intervento è sul Fattore
Questo tipo di nitidezza la utilizzo come secondo passaggio prima del salvataggio con valori di Fattore che vanno da 20% a 50%.
Nitidezza Double USM 2
Questo plug-in è integrato in Photoshop a un pannello che si apre e che come per la nitidezza avanzata permette di impostare i valori per la Luci e le Ombre.
I valori sono leggermente diversi partiamo dalle cose simili alla Nitidezza avanzate, per il raggio ha la stessa logica dettagli fini raggio piccolo dettagli più grandi raggio più grande, la soglia (Threshold) decide il valore dal quale si dovrà partire (lasciare a 0) . Il valore del fattore (Amount) ha due possibilità una per le ombre (dark) una per le luci (light), qui possiamo scegliere due quantità (Amount) quella per le ombre sarà maggiore perché migliorerà l’immagine, quella per le luci sarà invece ¼ del valore delle ombre, in quanto valori più alti generano anomalie e zone in cui c’è perdita di dettaglio.
Double USM 2 permette di salvare dei preset questi ci permetteranno di scegliere il quantitativo in funzione dell’immagine che dobbiamo elaborare.
Ho creato tre preset:
140 – 0,4 – 0 _ 20 – 0,2 – 0
150 – 0,4 – 0 _ 30 – 0,2 – 0
180 – 0,7 – 0 _ 70 – 0,3 – 0
I valori vanno inseriti dall’alto verso il basso.
Il pannello ha altri slide nascosti che non verranno utilizzati.
Questo Plug-in lo utilizzo per il primo passaggio di nitidezza nell’elaborazione.
Marco Venanzi
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